Vmedical si tinge di rosa
La prevenzione del tumore al seno comincia dalla consapevolezza
Ottobre si avvicina e, come ogni anno, il rosa torna a ricordarci qualcosa di importante: prendersi cura della propria salute.
Ottobre Rosa è il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e sulla diagnosi precoce. Un appuntamento che ogni anno accende i riflettori su una patologia molto diffusa, ma che porta con sé soprattutto un invito concreto: conoscere, informarsi e aderire ai controlli appropriati.
Perché dietro un fiocco rosa dovrebbe esserci prima di tutto questo: una scelta di attenzione verso sé stesse e verso le persone che abbiamo accanto.
Prevenzione e diagnosi precoce: perché sono importanti?
Quando parliamo di tumore al seno, prevenzione e diagnosi precoce vengono spesso utilizzate come sinonimi, ma non indicano esattamente la stessa cosa.
La prevenzione primaria riguarda quei comportamenti che possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare una malattia, come seguire uno stile di vita sano, mantenersi fisicamente attivi, limitare il consumo di alcol ed evitare il fumo.
La prevenzione secondaria, invece, ha l’obiettivo di individuare una possibile malattia in una fase precoce, anche quando non sono ancora presenti sintomi.
È qui che entrano in gioco i programmi di screening e gli esami diagnostici eseguiti secondo età, storia personale, familiarità e indicazione medica.
La differenza è importante perché fare prevenzione non significa sottoporsi al maggior numero possibile di esami. Significa fare i controlli appropriati, nel momento appropriato.
Mammografia: il principale esame di screening
La mammografia è l’esame utilizzato nei programmi di screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella.
Ecografia mammaria e mammografia sono la stessa cosa?
No. Ed è importante non considerarle semplicemente due alternative tra cui scegliere.
L’ecografia mammaria utilizza ultrasuoni per studiare il tessuto della mammella e può essere indicata dal medico in determinate situazioni o come approfondimento e integrazione di altri esami.
La mammografia, invece, utilizza raggi X a basse dosi ed è l’esame previsto per lo screening mammografico.
Età, caratteristiche della mammella, eventuali sintomi, storia clinica e risultati di esami precedenti contribuiscono a stabilire quale approfondimento sia più appropriato.
Ecco perché il percorso di controllo della salute del seno dovrebbe essere costruito sulla persona, non scelto autonomamente da un elenco di esami.
“Non sento niente, quindi posso aspettare?”
È probabilmente uno dei pensieri più facili da avere.
La diagnosi precoce, però, nasce proprio dalla possibilità di individuare alcune alterazioni prima che provochino sintomi o segni evidenti.
Questo non significa vivere in allarme o controllarsi continuamente. Significa conoscere le opportunità di screening previste per la propria età e non rimandarle senza motivo.
Allo stesso tempo, è importante conoscere il proprio corpo. La comparsa di un nodulo, cambiamenti persistenti nella forma o nell’aspetto della mammella, modificazioni della cute o del capezzolo o secrezioni insolite meritano una valutazione medica.
La presenza di un cambiamento non significa necessariamente che si tratti di un tumore, ma è una buona ragione per parlarne con il proprio medico.
E se in famiglia ci sono stati casi di tumore al seno?
Avere una madre, una sorella o un’altra parente che ha avuto un tumore al seno non significa automaticamente avere una predisposizione ereditaria.
La storia familiare è però un’informazione importante da condividere con il medico, soprattutto quando sono presenti più casi nella stessa famiglia o diagnosi avvenute in giovane età.
In alcune situazioni può essere opportuno valutare il rischio individuale e stabilire un percorso di sorveglianza diverso da quello previsto per la popolazione generale.
Anche in questo caso, quindi, non esiste un controllo uguale per tutte.
La prevenzione riguarda anche chi ti sta accanto
Ottobre Rosa parla soprattutto alle donne. Ma il suo messaggio non appartiene soltanto a loro, anche se raro, il tumore alla mammella può colpire anche l’uomo.
Parlare di prevenzione con una compagna/o, una madre o un padre, una figlia/o, una sorella, un fratello o un’amica/o può sembrare un gesto piccolo. Ricordare un controllo che si continua a rimandare, condividere un’informazione corretta o semplicemente chiedere quando è stata fatta l’ultima mammografia può essere un modo concreto di prendersi cura di qualcuno.
La cultura della prevenzione cresce anche così: quando l’attenzione alla salute smette di essere una questione individuale e diventa qualcosa che sappiamo trasmettere alle persone che amiamo.
Per questo Ottobre Rosa riguarda tutti.
VMedical si tinge di rosa
A Pisogne, tra la Valle Camonica e il Lago d’Iseo, VMedical mette a disposizione servizi di diagnostica per immagini per accompagnare le persone nei percorsi di controllo e approfondimento indicati dal medico.
La diagnostica mammaria permette di studiare la salute del seno attraverso esami differenti, scelti sulla base dell’età, della storia clinica e delle specifiche indicazioni.
Ottobre può essere il promemoria che serviva.
Per chiedersi quando è stato fatto l’ultimo controllo.
Per informarsi.
Per smettere di rimandare un appuntamento già consigliato.
O per ricordarlo a qualcuno a cui vogliamo bene.
VMEDICAL SI TINGE DI ROSA.
Perché ottobre è il mese in cui ne parliamo di più.
La prevenzione, invece, continua tutto l’anno.